Cenni storici

L’Associazione denominata F.B.U.A.M. fu istituita a Rocca di Papa (Roma) il 1 giugno dell’anno XII E. F. (1934) col nome di Fratellanza Bianca di Michael da un ristretto numero di esponenti della Ermetica Fratellanza Bianca Universale dei Dodici Saggi (1) della Grande Loggia Bianca (G. L. B.) della Grande Fratellanza Universale (G. F. U.).
Il 29 settembre del 1947, L. Mainardi, Perrone, P. Sacripanti, A. Batà, V. Coresi, A. Malcarne, F. Antonelli, M. Piraine, R. Notte, G. Romiti e S. Crosara, dalle pagine di Umanesimo (2) resero pubblica l’esistenza della F.B.U.A.M. fondata il 20 settembre dell’anno XII E.F..
 

note:
1: Dal 1912 al 1929 il sodalizio era stato chiamato Fratellanza Hermetica di Cagliostro (Saverio De Carolis, A. Cardile, M. Saffi, M. Bellincioni).
 
2: Umanesimo -Rassegna del pensiero universale. La rassegna fu fondata da L. Mainardi, R. Notte, P. Sacripanti, nel 1945 [autoriz. Prefettura di Roma n. 4451-B-3-181, 16 luglio 1945].
Nel 1948, su invito dei Perrone, di P. Sacripanti e di A. Malcarne, affiliatisi alla F.B.U.A.M. (nel 1938), Umanesimo divenne l’organo divulgativo della Fraternità [Umanesimo- anno IV n. 7. Roma, luglio 1948].

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Da Rocca di Papa a Reggio di Calabria 31 maggio 2005 (tratto da U. R. anno XXII).

Di preciso, non sappiamo da chi in particolare, quando e come fu presa la decisione, ma sta di fatto che nel momento in cui un ristretto numero di soci della Ermetica Fratellanza Bianca Universale dei Dodici Saggi (E. F. B. U. i Dodici Saggi) (1) aveva aderito alla Grande Fratellanza Universale dei Maestri di Saggezza e dei Signori di Compassione della Grande Loggia Bianca, Saverio De Carolis, il Segretario Generale della E. F. B. U., convocò nella Sede Ufficiale del sodalizio (Rocca di Papa, Roma) alcuni affiliati assieme a diversi discepoli del Centro Bodha (2) di Roma per esporre loro che in quel pre-annunciato tempo di transizione e di trasformazioni una trama della Grande Opera sarebbe stata posta sotto l’egida della Spada e della Bilancia per contribuire a dare il via alla preannunciata svolta epocale.
In precedenza, ed erano trascorsi molti secoli del nostro tempo, la G. L. dei Maestri d’Amore e di Compassione della G. F. U. aveva avuto delle direttive ben precise «Aprire la via -sul pianeta- alla Sorellanza …indicare all’Umanità una Via che la introducesse all’avvento dell’Antico Culto ancestrale… rendere operative nuove Aule di Apprendimento e nuove Scuole iniziatiche …mostrare all’Uomo (l’Iniziato) la Via della Sorellanza…. Fu data, ad alcuni Maestri, l’incombenza di preparare la via alla Manifestazione del Nuovo Eone “la” quale avrebbe introdotto l’Umanità all’avvento del Culto alla Grande Madre».
Questi, fra le altre cose, furono i presupposti della costituenda Fraternità Mikhaelica dichiarati ai convenuti in quelle ultime ore del 31 maggio dell’anno XII E. F. (1934). Nondimeno, fu con l’unanime e consapevole accettazione dei possibili eventi futuri che alle prime ore del mese di giugno …«sancimmo l’inizio della nostra Fratellanza che in quelle ore fu denominata Fratellanza Bianca di Michael la cui sede ufficiale fu temporaneamente dislocata a Rocca di Papa prima di fissarla a Roma, in Piazza Campo dei Fiori ed in seguito in Piazza Barberini 52 (3)».
 «...era opinione comune, fra di noi, che ci si trovasse agli albori di una Nuova Era e che stavamo lavorando all'Avvento di un nuovo Eone. A Tivoli avevo preso contatti con dei fratelli iniziati di altri Centri ed anche loro ne erano convinti; ci si riunì di frequente per confrontare le nostre conoscenze sulle rivelazioni avute dai Maestri che sul finire degli anni quaranta, se l'umanità fosse stata in grado di assimilare nuove conoscenze riguardanti gli antichi misteri della vita e della forma, alcuni fra i Maestri stessi avrebbero operato visibilmente più da vicino, in seno al nostro universo, ma occorreva arginare l'oscura presenza della Confraternita Nera dell'Hiranyahasha…
…Avevamo trascorso tutta la notte, lì seduti attorno al grande camino quando ci rendemmo conto che l'alba rischiarava la saletta della locanda.
Melisenda s'alzò e si diresse verso la finestra e guardando fuori recitò a memoria un brano di "la voce silenziosa" di Aryasanga che gli iniziati chiamavano il Tibetano, "...Ed ora, o Maestro di Compassione, indica tu la via ad altri uomini. Guarda tutti coloro che bussano per essere ammessi e aspettano nell'ignoranza e nelle tenebre che la porta della Dolce Legge si apra... amerai gli uomini come tuoi fratelli e condiscepoli di un solo Maestro, figli di una sola e dolce Madre...(SFBUAM –Archivio)».
Comunque sia, in quelle ore fu ri-proposto l’Insegnamento il quale attraverso il tempo, attraverso uomini e luoghi diversi è giunto fino a noi. Un Insegnamento senza tempo e universale che, pur trascendendo l’umana capacità di comprensione, ad essa, tuttavia, si conforma e per essa muta aspetto.

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Le Scholae della Fratellanza Universale (tratto da U. R. anno XVI n3).

Il 18 agosto del 1997, la Fratellanza Bianca Universale dell’Arcangelo Mikhael fu convitata dalla S.P.H.C.I. Fr.+ Tm.+ di Miryam.
In tale circostanza sono state rammentate le comuni origini ed i principi che animarono i due Sodalizi partecipi, entrambi, della Tradizione Misterica Isiaca.
È indiscusso che il nucleo primitivo della F.B.U.A.M. poté contare sulla reciproca collaborazione con alcuni “grandi esponenti” della S.P.H.C.I. e che iniziati dell’Accademia Neo-Kremmerziana Hermetica (A.N.K.H.) (4) furono attivamente partecipi ai preliminari della F.B.M. all’or quando fu pubblicamente annunciato l’avvenuta costituzione della Fraternità Mikhaelica giacché presso la Sede romana della A.N.K.H. (via Appia Nuova n. 558) il Legato della Grande Fratellanza Bianca Universale ed il Vicepresidente dell’Unione Spirituale Universale, avevano reso nota l’avvenuta ratifica della F.B.M. e del suo riconoscimento come Fratellanza Bianca Universale dell’Arcangelo Mikhael e, pertanto, ritenuta essere parte integrante della Grande Loggia dei Maestri d’Amore e di Compassione della Grande Fratellanza Universale.
 

note:
1: Il sodalizio E. F. B. U. i Dodici Saggi si chiamò così dal 1929 al 1934; in precedenza, dal 1912 al 1929, era denominato Fratellanza Hermetica di Cagliostro.
 
2: Il Centro Bodha romano era la sezione italiana del Centro Bodha europeo diretto dall’Anagarika (Jetsum) Rinchen Khai-Dub ossia il Venerabile Anagarika Vasukyananda.
Il Centro Bodha (Sede Ufficiale in Europa) fu la sezione esterna della Grande Fraternità Bianca il cui Iniziatore e promulgatore è Tdashi Hutulktu Kwang-Hsih, ovvero il Maestro Koot-Hoomi Lal Sing, Abate del Santuario del Ch’An Cheng-Lob.
Il Maestro Koot-Hoomi era figlio della principessa Devaki Alokananda Sin Dorsaku Ling (di stirpe Khmer) e del Bogdo Gegen Kakil Adum Cherenzi (di stirpe Mongolo-Tartara) Imperatore del Chan e discendente di Genghiz Khan. Nei monasteri di Tachi-Lhumpo e di Lob-Nor’ conseguì il Dottorato in Filosofia, in Teologia ed in Legge Universale, che gli valse il titolo di Rimpocheh e l’ammissione all’Ordine degli Anagarika (fondato nel VI sec. a.e.v. da Siddhartha Gautama detto il Buddha).
 
3: In seguito la Sede Ufficiale della Fraternità fu trasferita in Via Famagosta.
Durante l’ultimo conflitto bellico la Sede Ufficiale della Fraternità fu decentrata in via Mariano Fortuny 20 ed in seguito in Via Eleonora Duse, Corso Dante, Via del Corso.
Altre sedi della Fraternità furono: Piazza Campo dei Fiori (1912-1936), Via Tommaso Campanella.
Sul finire degli anni settanta la Sede Ufficiale della Fraternità fu costituita in via Gaspare Finali 13 e, la F.B.U.A.M. si avvalse della pubblicazione del giornale D. S. [Dimensione Spirituale, periodico di ricerche metafisiche ed esoteriche; Decr. Trib. di Roma n. 17597 del 9.3.1979].
 
4: Il 21 marzo del 1946 la Fratellanza Bianca dell’Arcangelo Michele fu testimone dell’iniziativa avanzata da un ristretto nucleo di iniziati della S.P.H.C.I. a dare vita alla Accademia Neo-Kremmerziana Hermetica (A.N.K.H.).

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La F.B.U.A.M., Iole Fabbri e la sezione brasiliana della F.B.U.A.M.

 

Iole Fabbri-Vallicelli (1), Anael [Roma 29.11.1903; S. Paolo (Brasile) 5.10.1984] Gran Sac. (1925) della Ermetica Fratellanza Bianca Universale dei Dodici Saggi fu, dal 29 settembre del 1966 al 5 ottobre del 1984, la maxima Auctoritas della F.B.U.A.M. e della sezione brasiliana della Fraternidade Branca Universal do Arcanjo Mickael.
Co-fondatrice e Gran Sac. della F.B.M. (Fraternità Bianca di Michael, Roma, 1934), nel 1956 le fu conferito dalla G. L. B. della Grande Fratellanza Universale (G.F.U.) il titolo di Maestra d’Amore e Compassione.
Nel 1945 sposò in seconde nozze l’italo-brasiliano Giuseppe Cambareri (2) conosciuto a Roma nel 1938 al quale -secondo una delle tante leggende metropolitane- è attribuita la fondazione della F.B.U.A.M.
Iole Fabbri Vallicelli, verosimilmente, incontrò G. Cambareri nel giugno del 1938 in casa di Saturnus (G. Penne, ospitava le riunioni spiritiche) sebbene alcune fonti attestano che fu in occasione dell’inaugurazione della sede della T.I.E.S.A. che il Cambareri fu presentato (da F. Perrone) ai coniugi Vallicelli.
Lei -da subito- fu affascinata (tre mesi dopo abbandonò il marito, Primo Vallicelli) dal rosacroce che affermava di essere la re-incarnazione di Cagliostro tanto che accolse la sua proposta e diventò la sua «pupilla».
Nella prima metà di settembre (forse qualche giorno prima del 29) Anael fu iniziata da Cambareri/Cagliostro alla Fraternitas Rosicruciana Antiqua (F.R.A.) e alla Astra Argentinum; di conseguenza, la G. L. della G.F.U. -in accordo con la Gran Sac.ssa Anael- determinò che per il tempo a venire la sezione esterna della F.B.U.A.M. avrebbe mantenuto –in ogni caso- i rapporti con la Gran Sac.ssa Anael; che Riccardus (il Procurator), Petrus (il Vicarius) e Melisenda (V. M. del Tempio di MKL), occultassero e custodissero gli Insegnamenti ed i Rituali del Tempio di MKL della F.B.U.A.M.. e che avevano l’obbligo di mantenere –in ogni caso- i rapporti con la Gran Sac.ssa Anael.
Anael, a tale proposito disse «la G. L. dei Maestri si fidava di me e mi affidò un compito non facile nonostante mi sarebbe costato dolori e sacrifici, rinunce e lacrime… una nuova terra mi avrebbe accolto e li avrei fatto costruire il tempio a Michael la Madre divina della creazione… nonostante le avversità degli uomini e quelle dei tuoi fratelli. (FBUAM, Archivio)».
A settembre del 1938, Giuseppe Cambareri farà pubblicare l’opuscolo «L’Apoteosi dell’Arcangelo Michele» il quale, attribuito al Maestro E. ed alquanto rimaneggiato, molti anni dopo sarà pubblicato col titolo «La Grande Apoteosi (Umanesimo –anno III, 8,9; Roma 1947)».

In «L’Apoteosi dell’Arcangelo Michele», Giuseppe Cambareri descrive una visione, o meglio, la co-partecipazione in quanto Eletti di Saturno ad una Grande Riunione nel luogo di convegno degli Eletti alla presenza di un trono a forma triangolare circondato dagli «Eletti dimoranti in Saturno… anime gemelle, che hanno raggiunto la perfezione del complesso androgino» …e, tra uno sfolgorare e lampeggiare di luci vivide «…improvvisamente appare Mickael preceduto da Gesù… al termine dell’Ufficio Divino, l’Arcangelo Mickael, in una coppa di luce, amministra agli Eletti di Saturno la bevanda della vita spirituale. Poi sono assegnati ai Maestri i vari compiti e trasmessi agli Iniziati, i raggi divini per il maggior risveglio della conoscenza…».
Comunque sia, quanto riportato in La Grande Apoteosi (o in L’Apoteosi dell’Arcangelo Michele) è in netta antitesi con le Direttive e gli Insegnamenti della F.B.U.A.M.. Infatti, prima dell’intromissione di Cambareri, il cerchio più interno della Fraternità si rivolgeva alla Grande Madre ritenendo Mikhael la sua manifestazione o -per meglio dire- la sua epifania [«…Veneranda Grande Madre… sii benigna con coloro che abitano sulla terra… Madre Augusta e feconda, per la forza d’Amore che tutto governa… (Primo Sacripanti, co-fondatore della Fratellanza)]».
È bene definire che il Cambareri si considerò rosacroce fino alla fine dei suoi giorni giacché, come lui sostenne sempre e scrisse nelle sue memorie «…l’Ordine Rosa+Croce è l’unico con la sua grande scuola da seguire e …coloro che vanno dietro altre scuole perdono il loro tempo… potranno, non lo nego, svilupparsi intellettualmente, imparare una certa filosofia…. (J. C. C.)» ciò a dispetto della sua espulsione dalla Fraternitas Rosicruciana Antiqua (F.R.A.) avvenuta nel 1949 per «essere venuto meno al giuramento rosacrociano» fatto al Sovr. Com. della sez. brasiliana quanto al Sommo Supremo Santuario di Berlino dell’Ordine della F.R.A. 3,4.
Di fatto, nel 1948 Giuseppe Cambareri fa rientro (da circa tre anni viveva a Lourenço Marques -Mozambico) in Brasile ed esercita pressioni per essere eletto a capo della frammentata F.R.A. brasiliana; non riuscendovi… progetta (avvalendosi di suoi danarosi proseliti-clienti) di organizzare una sua Fratellanza e di chiamarla Augusta Fraternidade Branca Universal do Arcanjo Mickael facendovi confluire alcuni suoi fedelissimi della Loggia Augusta Fraternidade Branca Rosa Cruz Antigua nella quale aveva fatto inserire alcuni personaggi della F.B.U.A.M. italiana emigrati in Brasile nel dopoguerra (L’altra verità: La Città di Mickael a Paraty -U. R. anno XXI n. 4).
Il 29 settembre del 1949, pertanto, si ha la certezza che nel «barrio de Ipanema, Av. Vieira Souto, 200» con De Alcantara Quartier F., Edgar R. Soares, Godofredo Finza, Dona Elvira Leite Finza, Odete Finza, Helvecio Xavier Lopes e Dona Ethel, M do E. Santo, Carlos Castellani, Edgar Corrèa, Humberto Stramandidoli, Celeste e Waldemar da Silveira, N. Perrone, V. Lanzone, A. Malcarne, Rastrello F., si costituì la Augusta Fraternidade Branca Universal do Arcanjo Mickael (5), e, il 29 settembre del 1966 fu ratificato (con atto notarile; Municipio di Paraty, Stato di Rio de Janeiro- Brasile) il primo Estatutos della Fraternidade Branca Universal do Arcanjo Mickael.
Pertanto, è indubitabile, che le asserzioni fatte nel 1949 dalla F.R.A. (6) non furono arbitrarie né inventate anche se a Rio de Janeiro la F.R.A. ha dedicato al suo –illustre-seguace- la Aula Fundamental J. C. Cambareri 7 (la “C.” sta per…Cagliostro) ed affermano che non fu espulso (dalla F.R.A.) …ma che si allontanò per «sua vontade» per fondare «a sua Fraternidade do Arcanjo Miguel».
In ogni caso, la dedizione di G. Cambareri alla F. B. U. A. M. è una delle tante leggende e la dedica dell’Aula Fundamental J. C. Cambareri (nella sede della Chiesa gnostica di Rio de Janeiro) non è fuori luogo giacché egli sempre affermò:«A Augusta Fraternidade Rosa-Cruz Antiga, atualmente Fraternitas Rosicruciana Antiqua, fundada no Brasil, sob os auspícios do Soberano Comendador, Dr. Amold Krumm Heller, emana diretamente da Fraternidade Branca, a única que tem absoluto direito de dirigir os destinos espirituais do mundo (J. C. Cambareri)» e, le cose stanno –comunque- diversamente.
In Italia, a tale proposito, G. Cambareri s’era riproposto assurgere a capo-spirituale di un movimento e di fondare una “città-sacra” …e come guida suprema avere influenza sulle sorti dello Stato… con questo disegno cercò di immischiarsi, in quel frangente tumultuoso per l’Italia del dopoguerra, a favore dell’elezione di Francesco Saverio Nitti… ma le cose gli andarono molto male …vinse la D. C. e, lui, se ne partì dall’Italia in cerca della terra promessa dove fondare la “nuova Gerusalemme”…appunto con queste idee era finito finanche a Lourenço Marques prima di far ritorno in Brasile nel 1948.
 

note:
1: «Fin dalla sua infanzia, la sig.ra Jole Fabbri aveva esternato particolari proprietà medianiche che si estrinsecavano in comunicazioni ed in manifestazioni fenomeniche paranormali di notevole contenuto.
Essa, con il trascorrere degli anni ed intorno al 1930, in stato di trance, proponeva argomenti di critica filosofica e sociale, nonostante fosse sfornita, in condizioni normali, di elementi culturali di base….
Fin dagli anni trenta, un gruppo di spiritualisti si riuniva per esaminare i comportamenti medianici espressi da Jole Cambareri alfine di analizzarne i risultati. Riscontrata autenticità del fenomeno, venivano approfondite le tematiche dei colloqui rispetto al loro contenuto spirituale, mentre le entità che manifestavano la loro presenza ed esprimevano i loro concetti, offrivano delle comunicazioni così coerenti ed univoche da doversi attribuire ad una unica Fonte di Pensiero di elevatissima dimensione, dovendo rimanere esclusa ogni possibile mistificazione, sia per la già accennata scarsa preparazione del mezzo… (tratto da Considerazioni e prospettive spirituali della F.B.U.d.A.M. 29 settembre 1977)».
 
2: Solano di Scilla (Italia) 27 Maggio 1901; San Paolo (Brasile) 15. 10. 1972). La cittadinanza brasiliana gli fu concessa nel giugno del 1952; O Angrense, Angra dos Reis, 17 giugno 1952.
 
3: A proposito del mancato rispetto del giuramento, la rivista Gnose (n°5, 1949), oltre a rendere pubblico l’allontanamento di G. Cambareri dalla F.R.A., legittimò le motivazioni d’accusa esponendo che le finalità del Cambareri erano «volte ad utilizzare la Fraternitas Rosicruciana Antiqua per dare vita ad un suo sodalizio…».
 
4: La F.R.A., Fraternitas Rosicruciana Antiqua (interessata anche a forme di magia-sessuale) fondata in Sud-America nel 1927 da Arnold Krumm-Heller (1876-1949) quale rivendicatore dell’eredità degli antichi Rosa+Croce.
A. Krumm-Heller, il Maestro Huiracocha, 33° della Massoneria Scozzese di Rito Antico e Accettato, 97° Antico e Primitivo Rito Orientale di Memphis e Misraim, 3° Massoneria Universale; Capo della Scuola Ermetica-Nordica, Capo (dei gruppi) di Laboratorio Alchimista, di Tradizione Orientale Teosofica dei Toltecas-Quiché-Inca.
Krumm-Heller e la F. R. A. erano più-che-favorevoli al Nazismo (suo figlio faceva parte della scuola nazista Napola (le SS) di H. Himmler), al Fascismo e al Franchismo e la loro ambizione non era quella di combatterli, ma –finanche- di “pilotarli” giacché ritenevano «il comunismo e la democrazia popolare» una grande minaccia di perniciose falsità che ostacolava il loro programma di riunire tutte le forze spiritualiste e traghettarle nella Nuova Era dell’Acquario (Nazismo, Fascismo e Franchismo avevano radici nell’esoterismo, nell’occultismo, nello spiritualismo…).
A Berlino (1934) Giuseppe Cambareri fu accolto da A. Krumm-Heller come collaboratore del Maestro Thurizar (Joaquim Soares de Oliveira, 1899-1946); nell’agosto del 1934, il Maestro Huiracocha –personalmente- gli conferì l’iniziazione alla Astra Argenteum (A.A. o Astra Argentinum) del ramo della Hermetic Order of the Golden Dawn di A. Crowley (Frater Perdurabo). A tale proposito lo stesso Cambareri G. (con lo pseudonimo di Cagliostro) affermerà di aver ricevuto la «Grande Luce» e di essere convinto che dedicherà «tutta la vita alla scienza della Rosa Croce, servire il Maestro Huiracocha e gli altri Maestri dell’Ordine (Il mio arrivo nel tempio -G. C. Cambareri in Rosa Cruz anno VIII, n. 6. 1934)». Per comprendere a quali «altri Maestri dell’Ordine» si riferirà sempre necessita sapere che due anni dopo «aver ricevuto la Grande Luce» a Berlino, esattamente il 15 novembre del 1936, il Maestro Huiracocha e Cagliostro/Cambareri s’incontrarono a Londra con A. Crowley ed officiarono dei rituali e che la Grande Bestia gli fa dono di una copia autografa di The Equinox of the Good.
Il Maestro Huiracocha, a questo punto, ritiene il suo fedele seguace capace di svolgere una missione… quella formare in Italia delle Logge della F.R.A. in opposizione …non al fascismo…. ma per contrastare l’Antiquus Mysticus Ordo Rosae Crucis (A.M.O.R.C.) di Harvey Spencer Lewis (La Città di Mickael a Paraty -U. R. anno XXI n° 4; Cambareri Giuseppe… l’altra verità -Dujihlios).
In quanto allo pseudonimo “Cagliostro”, G. Cambareri si riteneva essere la re-incarnazione del Grande Cofto; verosimilmente e non c’è nulla di soprannaturale o di mistico, né c’è bisogno di scomodare lo spiritualismo o l’idea della re-incarnazione, «Cagliostro» era semplicemente il cognome da nubile della madre. Nel 1937, comunque, sulla rivista Gnose (anno III, n. 5) Cagliostro/Cambareri farà pubblicare un suo scritto il quale, in realtà, è un plagio delle “Confessioni” che Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro scrisse (ispirandosi a quelle scritte da Jean Jacques Rousseau) allorché era rinchiuso alla Bastiglia (1785-86) per ordine di Luigi XVI.
 
5: SFBUAM: Archivio, corrispondenza, Francisco de Alcantara Quartier
 
6: La F.R.A. brasiliana non è mai stata un sodalizio veramente unito dal momento che già un anno dopo la «unificación de numerosos grupos esotéricos que rendían obediencia al S.S.S. de Berlín (Gnose, marzo 1937)» la sezione facente capo a Ernani Duval de Paula (il Maestro Coaracyporã) si arrogherà di detenere –nientemeno che- il Sommo Supremo Santuario dell’Ordine (a Río de Janeiro in Rua Saboia Lima 77. 27 ottobre 1938) e dal momento che è risaputo che una mano lava l’altra, questo gruppo scismatico della F.R.A., affine alle ideologie spiritual-populiste del Cambareri, gli dedicherà –anche riconoscente- la Aula fundamental Cambareri (a Rio de Janeiro)… continuando a ritenerlo l’incarnazione di Cagliostro il Grande Cofto
 
7: Tijuca, rua Saboia Lima 77 è la Sede della Iglesia Gnòstica brasiliana fondata nel 1935.

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F.B.U.A.M. : Italia-Brasile

I Cenacoli italiani della F.B.U.A.M. in obbedienza alle direttive della G.L.B. prestarono fede alla formazione della (Augusta) Fraternidade Branca Universal do Arcanjo Mickael e cercarono –in ogni caso- di mantenere saldi i legami con Iole Fabbri, la maxima auctoritas riconosciuta dalla G.F.B.U.
Negli anni settanta, A. Plini (Leone), Settimio e R. M. ed Ariel (F. avv. A.), sono stati la Guida di alcuni Cenacoli della Fraternità italiana ed è certo che fu Ariel l’autore della Costituzione della F.B.U.A.M -Nazione italiana (1) (abrogata il 21 marzo 1984 dall’attuale Ordinamento della F.B.U.A.M. italiana).
Non è fuori luogo precisare che l’Ordinamento (2), sottoposto al consenso della G. F. B. U., fu accettato e ratificato (3) dal C.S.S. brasiliano presieduto da Iole Fabbri. Ma c’è dell’altro che è giusto chiarire.
Il 21 marzo del 1984, Iole Fabbri, la maxima auctoritas della F.B.U.A.M., venne in Italia per consegnare “senza intermediari” non solamente l’Ordinamento che da quell’Equinozio di Primavera avrebbe governato la F.B.U.A.M. italiana.
Alla presenza di A. Plini, la maxima auctoritas italiana della F.B.U.A.M., dei rappresentanti dei diversi Cenacoli riconosciuti della F.B.U.A.M. italiana, Anael rimise nelle mani di Dujihlios il mandato che per cinquanta anni aveva servito fedelmente.
Pertanto, dalla morte di Anael la F.B.U.A.M. è posta sotto le direttive di Dujihlios secondo le disposizioni stilate e sottoscritte dal C.S.S (4). della F.B.U.A.M. a S. Roque (Paraty, Brasile) il 29 sett. 1983 e, per l’Europa, sottofirmate dal capo del C.S.S. (della F.B.U.A.M.) A. Plini.
 

note:
1: Archivio, Roma. 4 febbraio 1966, abrogazione dello Statuto del 1947
 
2: L’Ordinamento -M. M. O. T. M.- è stato stilato da Dujihlios.
 
3: «…Caro… (ndr. Dujihlios), eccomi a risponderti con tutto l’affetto che meriti. Ho letto la tua lunga lettera e l’ho data al M. il quale prendendo spunto dalle tue parole ha scritto un messaggio che ho inviato a tutti i gruppi… oltre che a leggerlo in tutti i gruppi brasiliani… ed ora la bomba… il giorno 7 febbraio partirò da Sao Paulo per andare in Florida ...Infine verrò in Italia a Roma e in Calabria dove trarrò molti insegnamenti e novità di studio… (Archivio: corrispondenza S.P. 22.12.1983)».
«Finalmente per i primi di marzo starò in Italia e per l’equinocio di primavera starò lì con voi…. Andrò per prima cosa nell’America del nord e precisamente in Florida, Miami, New York …partirò para Roma e depois in Calabria. Vi avvertirò con un telegramma del mio arrivo. Porterò con me il M. M. O. T. M. già selado e firmado dal Gran Consilhio dei S. dei S. con la ratifica definitiva del Supremo Collegio S. della F.B.U.A.M… (Archivio: corrispondenza Fabbri, S.P. 8 gennaio 1984)».
 
4: «O Templo de Mithra foi consagrado pela Antera Iole e pelo Mestre, por isso, ele para nos è sagrado e um ponto magnetico de Mickael, para sempre. Esta consagraçao vem do plano hierarquico espiritual e por isso nào està sujeito a nehuma decisào ou influencia humana, mortal, do plano material (Archiv., corrisp. - C.S.S. Brasile)».
 
«Sabemos que por ordem e determinaçao do Mestre....O desejo do Mestre è para mim (Gertrud) uma ordem que procurerei cumprir com devoçao e amòr, para tentar remover as duvidas e talves atè a incredulidade dos irmaòs....(Archiv., corrisp. Sac.sa (C.S.S.) Gertrud e Sac.te (C.S.S.) Gerd Malshitzky -Fazenda. S. Roque 24.11.92)».

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Dal Gruppo spiritualista reggino al Centro Studi Mithra

Se la fondazione storica della F.B.U.A.M. si realizzò negli anni trenta, quella del Centro Studi Mithra è documentabile nell’attività svolta da Akron (B. P., oggi membro attivo dell’A.M.O.R.C.), animatore del Gruppo Spiritualista reggino (o Cerchio Spiritualista reggino) il quale si riuniva, sporadicamente, agli inizi degli anni settanta e si faceva carico, fra l’altro, di diffondere messaggi medianici (di S. Crosara e A. Batà) di un apprezzato Cenacolo Spiritualista Livornese.
L’affiliazione del Cerchio Spiritualista reggino alla F.B.U.A.M. risale agli anni settanta, nel tempo in cui, grazie all’attività ed all’interessamento di Akron e di Franciscus (F. C.), si consolidarono i legami con la F.B.U.A.M. italiana.
Pertanto, è possibile stabilire che il 13 marzo del 1976 è il momento ufficiale della istituzione della F.B.U.A.M. in Calabria allorché il Cerchio Spiritualista reggino entrò a far parte della Fratellanza Bianca Universale dell’Arcangelo Mikhael italiana; ciò nondimeno, occorsero otto anni affinché fosse istituito il Centro Studi Mithra.

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Dujihlios e il Centro Studi Mithra (da U. R. anno XXII, 2)

A molti anni di distanza da “quella notte (1)”, nella nostra vetusta Città, fu istituito –ufficialmente alle ore 18.02.36 del 06 dicembre1987- il Centro Studi Mithra quale organo esterno della Fratellanza Bianca Universale posta sotto l’egida di Mikhael o, per meglio dire, della Déa Madre conosciuta col Nome di Mikhal.
Il Centro Studi Mithra, fortemente voluto da Dujihlios, nasceva allo scopo di dare aiuto a coloro che «cercano» giacché era nostra convinzione che occorreva rendere partecipi gli uomini e, per far questo, si doveva uscire da quella sorta di semi-clandestinità alla quale s’era ancorata la F.B.U.A.M. calabrese la quale fino al 21.3.1984 era stata una sezione della F.B.U.A.M. italiana la cui Sede Ufficiale era Roma.
Pertanto, Dujihlios, autorizzò delle Conferenze pubbliche presso la Biblioteca Comunale, la sala dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Reggio e quella della V Circoscrizione di Reggio di Calabria, che ebbero esito positivo e furono favorevolmente presentate dagli organi di Stampa e dalle Emittenti locali.
Alcuni lavori del Centro Studi Mithra sono stati pubblicati nelle pagine culturali di giornali locali, altri, da riviste specializzate; lavori che, comunque, sono stati tratti dal Bollettino interno Universalis Redintegratio (U. R.) (2).
 

note:
1:    Il 30maggio/1 giugno dell’anno XII E. F. (1934)
 
2:   Universalis Redintegratio, il Bollettino della F.B.U.A.M. Centro Studi Mithra, è stato istituito da Dujihlios che a tale proposito ha affermato: «Universalis Redintegratio è il tavolo da lavoro con molti e diversi utensili. Quello che alla fine della nostra giornata vi ritroveremo sarà il frutto del nostro lavoro, della nostra ricerca, della nostra capacità di apprendere e di mettere in atto. …Questa è “la via” della ricerca, dell’Amore, la via della reintegrazione “affinché non si possa essere delle scintille sperdute nel ciclo della esistenza della vita universale”. Appunto per questo, noi tutti parteciperemo alla stesura di U. R. con argomenti, ricerche, meditazioni, particolarmente vicini al sentire di ciascuno».

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Chi è Dujihlios

Dujihlios è il  M. T. della F.B.U.A.M. e, rappresenta legalmente la F.B.U.A.M. in Italia

Fu introdotto (1975, neofita) nel Gruppo spiritualista reggino (1) divenendone parte attiva fin dal febbraio dell’anno seguente, tanto che (nel 1977) gli fu dato di istruire i membri del Gruppo reggino stesso.
In lunghi anni di lavoro, il Maestro Dujihlios, ha condotto il Gruppo reggino ad essere identificato quale Cenacolo della F.B.U.A.M. Italiana il quale, con la denominazione di Cenacolo Mithra (ottobre 1983), fu ravvisato non più soggetto al Cenacolo di Roma (2) allora Sede ufficiale europea della Fraternità Mikhaelica fin dal 1934.
Dujihlios ha organizzato, quale organo esterno del Cenacolo Mithra, il Centro Studi Mithra (6. 12. 1987) autorizzandolo alla pubblicazione interna di Universalis Redintegratio; nel 2003 e.v. è il promotore e fondatore della Schola Italica onlus.
 
Note:
1:   Secondo gli Statuti della Fratellanza Mikhaelica (Brasile-Italia) il 13 marzo del 1976, il D. nazionale Ariel ed il C.S.S. italiano, avevano accettato il Cerchio Spiritualista reggino come -Gruppo reggino- della F.B.U.A.M. italiana.
 
2:   Dal 1934 al 1984 Roma fu la Sede del D. nazionale e del C.S.S. italiano. Il Cenacolo Anael di Roma aveva l’Auctoritas di istituire o accettare nuovi gruppi, cenacoli, della Fraternità.

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Cosa facciamo e in cosa crediamo


È preminente lo studio di sé e lo studio dell’Insegnamento apprendendo a operare con altri uomini e per gli uomini; proprio per questo aspetto costituisce, per alcuni, una difficoltà che necessita vincere.
Per mettere in atto gli Insegnamenti della Scuola, perché è fuor di dubbio che l’apprendimento fatto su testi è sterile sotto molti aspetti, occorre, prima di tutto, comprenderne gli scopi, le necessità… cosa non certo facile.
Altra cosa, ovvero altra difficoltà, è il fatto stesso di studiare, ricercare, esaminare, insieme ad altri; venendone a contatto è possibile imparare ad accettarsi reciprocamente, il che implica l’accettazione di noi stessi.
In una Scuola, non si deve solamente “parlare” insieme, bensì “lavorare” insieme; pertanto, è possibile operare per conoscere se stessi, l’Insegnamento, comprendere i Principi e le finalità della stessa Scuola… mettendoli in atto, agendo.
Nella Scuola, al partecipante è chiesta l’adesione e la compartecipazione; non è ammessa alcuna iniziativa giacché occorre esercitare il controllo di sé poiché non abbiamo alcun riscontro della nostra coscienza in quanto essa è “addormentata”.
Nella nostra Scuola si cerca di comprendere gli accadimenti umani del passato, di leggerli alternativamente, per non vivere –come tutti- fermamente ancorati nel passato mal compreso, appesantiti dal passato “frainteso”, condizionati dal passato “interpretato” alla luce di scarnite e raffazzonate cognizioni, di “si dice”, di discutibili conoscenze. In certo qual modo, cerchiamo di vincere, sconfiggere, le “paure” sulle quali si fondano non solamente le aspettative umane condizionate come sono dalle tante “paure” che le religioni hanno istillato nell’Umanità.
Nella nostra Scuola si cerca di apprendere ad amare la Vita con tutti i suoi risvolti, ad accettare tutti per ciò che sono e non per quello che danno ad intendere d’essere, per ciò che appaiono giacché i condizionamenti e le paure hanno alterato il nostro essere ed il nostro essere fra gli altri.
Noi rigettiamo quanto in passato è stato detto, insegnato, ad esempio che la vera vita esiste… dopo la morte; che questa vita deve essere usata, sacrificata finanche, per quella.
Ma, “cosa è più facile da sacrificare”?
L’uomo è capace di sacrificare qualunque cosa per delle ragioni futili giacché vive immerso in un oceano di egoismi e di auto-compatimento e di giustificazioni, trovando difetti dappertutto eccetto che in se stesso. Pertanto, è semplice, conveniente perfino, “sacrificare” l’adesione ad una Scuola che si prefigge, soprattutto, il conseguimento di sconfiggere l’ignoranza di se stessi.
L’uomo non si conosce, non conosce le sue possibilità, non conosce i suoi limiti.
Tutte le sue azioni, parole, idee, emozioni sono provocate da influenze che sono fuori di lui e che con lui interagiscono. L’uomo non può parlare, né pensare, né muoversi liberamente come crede; egli è mutabile ed anche se è un essere unico ed irripetibile è, comunque, una moltitudine di “io” senza alcun centro di riferimento in quanto essi dipendono dal mutare delle circostanze, dagli accadimenti, dalle molteplici relazioni e correlazioni con l’universo.
Come discorso propedeutico, iniziale della Scuola, pongo il rigetto di tutte le teorie sull’evoluzione e sull’origine dell’uomo che non possono essere accettate dal momento che non abbiamo prove né di una sua evoluzione strutturale fisica, né di quella mentale, giacché per quanto concerne il cosiddetto uomo preistorico, è verosimile che i resti ritrovati appartengano ad un essere del tutto diverso dall’uomo. È certo che la datazione al radiocarbonio s’è dimostrata essere inattendibile nell’ordine di errore di migliaia di anni. Altra cosa, i testi sacri, per esempio i Purana, postulano la presenza dell’uomo sul pianeta in epoche di molto anteriori a quelle accettate e divulgate dall’establishment scientifico ufficiale il quale colloca i nostri progenitori “ominidi” in una manciata di milioni di anni prima dell’era volgare attribuendo ai più antichi esseri umani aventi la struttura anatomica simile alla nostra un’età di 100/150mila anni.
Noi siamo convinti che la complessità biochimica non procede con l’evoluzione anatomica della specie, anzi, la natura dimostra il contrario giacché forme di vita diversissime contengono ADN identico oppure forme simili con ADN differenti compaiono distanti nel tempo e nello spazio per evoluzione convergente. Ciò nondimeno, risulta che molte specie permangono immutate nella forma e nelle dimensioni per milioni di anni indifferenti –addirittura- all’ambiente in cui vivono. È recente, l’idea che i geni abbiano colonizzato delle forme archetipe pre-esistenti che si sono manifestate, con leggi simili e continuità, prima nel mondo minerale e poi in quello organico. A tale proposito alcune fonti Tradizionali attendibili ci hanno trasmesso conoscenze incontrovertibili sulla natura, struttura e formazione del nostro universo, come della nascita di molte specie viventi e dell’umanità stessa e delle Civiltà che hanno preceduto le più antiche storicamente accettate ufficialmente e che abbiamo in parte esposto nel precedente ciclo di Conversazioni.
Del ciclo delle Conversazioni iniziate nel settembre scorso, fra gli argomenti di Storia e di Religioni comparate, di esoterismo, di sistemi di idee del mondo per quanto riguarda le multiformi teogonie, le versatili antropogenesi, affermando che l’evoluzione del cosmo deve essere considerata come espressione dinamica della successione delle diverse strutture atomiche; che tutto ciò che esiste, il cosmo stesso, è la manifestazione energetica di multiformi stati vibrazionali che precedono la particella fino alle masse stellari, abbiamo estratto quel che dovrete ritenere essere le pietre miliari del nostro cammino alla conquista di essere se stessi. Queste pietre miliari non sono che una manciata di sassolini sebbene abbiano segnato il cammino di coloro che si sono avventurati «alla conquista di essere se stessi». In queste Conversazioni estive cercheremo di riflettere, meditare, questi punti nodali alla luce dell’Interdipendenza, della Transitorietà, della Correlazione e dell’idea dei Multiuniversi; tenendo presente che se tutto è vibrazione, energia, suono, ogni stadio dell’evoluzione dell’universo è anche una composizione sonica, vibrazionale, che muta d’aspetto, forma, a seconda della complessità delle combinazioni emananti dalle componenti e dagli in numeri amalgami realizzati a partire da un’infinità di vibrazioni sempre tendenti all’instabilità, all’adattamento continuo, caratterizzato da energia rotatoria che tutto pervade ed anima. Pertanto:


· Ogni realtà è complessa e mutevole.

· Nulla accade o avviene improvvisamente. Così il cambiamento procede molto lentamente. Il mutamento è alla base della creazione. L’immobilità, l’equilibrio, la stasi, è morte, dato che il mutamento è la funzione dell’eternità.

· Nulla esiste separatamente giacché tutto è unito a tutto.

· Nulla svanisce o si cancella oppure si annienta. Pertanto, credere che ciò che definiamo passato cessi di esistere oppure che le tracce che il passato ha lasciato nella nostra memoria siano prive di consistenza, morte, è errore giacché il passato è vivo ed agisce senza sosta nel presente.

· Tutte le cose esistenti, visibili o invisibili, percepibili o inavvertibili, comprensibili o imperscrutabili, provengono da una causa.

· Nel compiere un’azione, un atto, diamo origine ad una serie di effetti di cui ognuno diventa causa, a sua volta, e produce altra serie di effetti.

· Noi vediamo e ascoltiamo ciò che vogliamo o ci aspettiamo di vedere e ascoltare, sottoponendo a censura tutto ciò che non corrisponde al nostro modello di realtà.

· Si è capaci di amare gli altri nella misura in cui si è capaci di amare se stessi (Dujihlios).


· Gli Insegnamenti non convalidati dall’esperienza hanno poco valore.
L’ignoranza non è mancanza di conoscenza solamente, bensì è una falsa conoscenza. L’ignoranza, come la conoscenza, è il pericolo maggiore per l’uomo. Ma c’è conoscenza e conoscenza come c’è ignoranza e ignoranza; a volte la cultura è scambiata per conoscenza ed in tal caso è possibile rettificare, rimediare, ma il maggior pericolo si annida nell’ignoranza di se stessi.

· La sequenza ciclica delle rinascite è chiamata samara (vagare senza fine). Tutti gli esseri viventi fanno parte di questo movimento ciclico e rinasceranno fino al conseguimento della consapevolezza.

· Tutte le cose esistenti si fondano sull’energia. Esse si compenetrano, si rivelano, in continua e reciproca interdipendenza. Sostanzialmente tutte le cose, tutti gli esseri, sono energia e forma, valere a dire: Spirito.

· Vivere la propria vita scrutando gli accadimenti per riconoscervi l’Ordine, il Dharma, che con armonia si manifesta nella sua sincronicità universale perché non c’è né «destino» né «libero arbitrio».

· Per noi la Verità è la Vita e, come la Vita, non ha limiti, pregiudizi, non ha barriere, non è chaos, non è ignoranza né conoscenza. La Verità è Amore!

· La meta che ci prefiggiamo di raggiungere è che dobbiamo riscoprire i ritmi vitali della Natura, uniformarci ad essa ed essere in sintonia con il respiro cosmico.

· Nell’universo tutto è sincronico, non esiste il libero arbitrio, non esiste il caso.

· Il destino, in linea di massima, è segnato nelle stelle, nel senso che le stelle influiscono sul nostro operato come l’attività delle macchie solari influisce sulla natura e sulla vita stessa, ma, che lo vogliamo o no, questo destino, lo forgiamo noi assieme a tutto l’universo, istante dopo istante, con le nostre azioni, le nostre decisioni e le nostre indecisioni.

· Non vi può essere nulla nella Creazione che può essere considerato peccato, o che esso sia motivo per infliggere sofferenza.

· La sofferenza non appartiene all’uomo, è un accidente che all’uomo incorre nell’esperienza della Vita.

· Noi tutti siamo qui, su questo piano dell’Esistenza, per ritrovare il Sé individuale cosmico, divino, compartecipando alla Magnificenza della Vita ed alla sua sempre meravigliosa multiformità.

· Non sono attendibili coloro che amano crogiolarsi con frasi tipo: “evoluzione spirituale” oppure “è per vincere l’orgoglio e tutte le altre debolezze che l’uomo s’incarna”, giacché sarebbe più esatto dire, che l’uomo manifestandosi sul Pianeta vive nell’Universo multidimenzionale e correlato e, pertanto, la prerogativa dell’Uomo è quella di risvegliare il suo Sé multidimenzionale, cosmico.

· Nell’universo tutto è sincronico. Non esiste il libero arbitrio, non esiste il caso ed il cosiddetto destino lo forgiamo noi assieme a tutto l’universo, istante dopo istante, con le nostre azioni, le nostre decisioni e le nostre indecisioni.

· La sincronicità è la coincidenza nel tempo di due o più eventi casualmente non correlati se non dallo stesso o simile significato.

· Gli eventi non si susseguono solo nel tempo a seguito della causa-effetto, né cadono sotto il potere del caso, ma piuttosto appaiono in reciproca connessione con una serie di altri accadimenti.

· Accanto alla casualità esiste un principio non casuale il quale non funziona per causa-effetto come per la casualità, ovvero ogni azione ha una sua conseguenza ben determinata, pertanto, la non casualità collega cose ed eventi simili per affinità secondo la loro forma e funzione.

· La seriazione è la legge in base alla quale cose ed eventi uguali o simili si raggruppano in un dato momento, oppure in un dato spazio, senza una causa apparente; essa è onnipresente e continua nel cosmo, nella vita, nella natura.

· Tutti gli esseri interagiscono e sono intimamente collegati da interazioni legate e interdipendenti che li fanno esistere (Dujihlios).


Le “Conversazioni” sono aperte a chiunque voglia parteciparvi di persona o tramite il forum aperto sul sito.

Noi, come Centro Studi, realizziamo un programma culturale di studi umanistici, incentiviamo lo studio comparato delle religioni, delle filosofie, delle scienze e realizziamo uno studio, attento e disciplinato, in rapporto con le forme tradizionali iniziatiche, su argomenti esoterici.

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Dujihlios e l’Insegnamento


«Nella vita di ogni essere vivente, c’è un momento, un breve istante, che può determinare un cambiamento radicale e per sempre.

Non ha importanza quando e come, non ha importanza la sua durata, non ha importanza se lo avrete cercato oppure vi siete imbattuti, l’importante è che ci sia.
Fate in modo che per voi non abbia alcuna importanza il dove vi condurrà oppure quale direzione prenderete.

Nessuno può saperlo, nessun Dio, nessun Santo, nessun Maestro, nessun Grande illuminato, nessun Guru, può rivelarvelo oppure procurarvelo.

Comunque sia, siate certi che spetterà a voi viverlo!

La meta è la vita, e, la Vita è meravigliosa ed ogni istante, ogni giorno, ogni anno, vale la pena che sia vissuto pienamente e consapevolmente.
L’Uomo, si muove sempre più speditamente nel futuro per realizzare il bisogno del Sacro e di Spiritualità che, l’Umanità ha in questi ultimi anni sentito la necessità di ri-conquistare.

Per noi, la Verità è la Vita e come la Vita non ha limiti, pregiudizi, non ha barriere, non è chaos, non è ignoranza né conoscenza fine a se stessa.
La Verità è Amore, è Compassione (Dujihlios)! »

«…possiamo apprendere, conoscere, moltissime cose, dalle più semplici alle più astruse, ma se non siamo capaci di amarle, il nostro sapere non vale niente, la nostra vita è sprecata, la nostra vita stessa non vale niente. Anche quando sappiamo molte cose, la nostra vita non sta in quel che sappiamo, ma in tutto ciò che siamo capaci di amare di quel che sappiamo o che abbiamo.

Tuttavia, la nostra vita non sta in quel che abbiamo o in quello che non possediamo, ma in ciò che siamo, in quel che facciamo e pensiamo, nell’amore che siamo capaci di sentire, di avere o donare, ora!... perché dopo sarà inutile… (Dujihlios)».

«…per vivere non necessita avere tempo, non si ha bisogno di trovare tempo. Se rimandiamo a domani, a quando avremo tempo, a quando il tempo avrà aggiustato le cose, noi siamo già morti ed abbiamo vissuto inutilmente, ucciso finanche chi ci sta intorno o diciamo di amare… (Dujihlios)».

«…sono convinto che l’Uomo, data la durata della nostra vita, poiché il nostro ciclo biologico è relativo, debba “ricercare” -per prima cosa- di vivere pienamente e con consapevolezza, l’oggi… l’attimo. Realizzare, agire, essere. In altre parole non rimandare a domani quello che può essere fatto oggi, il ché coincide perfettamente con Spirito, Spiritualità, perché, come più volte ho affermato, corpo-mente-spirito sono Uno e che, pertanto, l’aspettativa della ricerca tesa alla cosiddetta evoluzione spirituale… è una patacca! Agire, Essere, Realizzare, qui ed ora… questo è importante, determinante! …(Dujihlios)».

«…un Maestro, se lo vorrete, se lo accetterete, non vi condurrà per mano né vi porterà in braccio, non vi consolerà; si limiterà ad indicarvi la via che solamente voi potrete percorrere fino in fondo. Cercherà di farvi comprendere che la vostra esistenza è un susseguirsi di esperienze e che è la vostra passività che v’impedisce di ritrovare il bandolo della matassa, cioè voi stessi: i Creatori, gli Artefici ed i Protagonisti della vostra vita. …(Dujihlios)».

All’uomo fu enunciato: “Il Mondo, la Vita, è un “fuoco” perenne nel quale sono gettati sempre dei sacrifici. Tutto è consumato dal “fuoco” (per esempio, qualsiasi cosa “mangiamo”… in concretezza avviene… una combustione). Siamo tutti un’offerta sacrificale a questo “fuoco” che consuma”. Occorre spegnere “questo” Fuoco!
Noi siamo convinti, invece che: «…la Vita “vive” della Vita. La Vita “scaturisce” dalla Vita… essa è il “Fuoco” che deve essere sempre mantenuto acceso e Tutto ciò che esiste è partecipe e parte integrante di questo Fuoco… dal quale scaturì all’inizio. Bisogna alimentare “questo” Fuoco…(Dujihlios)».

La maggior parte degli uomini crede che la Religione abbia a che fare con l’esistenza di Dio considerato un Essere Supremo e creatore del Mondo e degli esseri che lo popolano. Tale Dio si prenderebbe cura delle vicende umane stringendo patti, alleanze; facendo conoscere in diversi modi la sua volontà.
È fondamentalmente errato rivolgersi ad un Dio per aver esauditi i propri desideri, necessità, giacché occorre impegnarsi personalmente a coltivare la Saggezza e la Compassione (Dujihlios).

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